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Può essere stipulata una polizza vita senza visita medica? |
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Si, la visita medica viene richiesta solo in alcuni casi per le polizze caso morte. |
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Che cos'è la carenza? |
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E' un periodo di durata semestrale, che segue la stipula del contratto. La compagnia con questo strumento garantisce in caso di sinistro la sola restituzione dei premi versati. Qual'ora, invece, il sinistro sia causato da malattie infettive, shock anafilattico o infortunio corrisponderà l'intero capitale assicurato. Tuttavia il periodo di carenza può essere annullato con la visita medica, che è comunque obbligatoria per capitali superiori a €130.000. |
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Che cos'è uno switch? |
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La possibilità di passaggio tra Fondi con diverse linee di investimento. |
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Come posso controllare il valore del mio investimento? |
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Per tutti i prodotti è previsto l'invio di un rendiconto annuale. Per le polizze collegate a fondi, inoltre, è possibile seguirne l'andamento quotidianamente su Il Sole 24 Ore. |
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Quali sono le agevolazioni fiscali previste per le polizze vita sottoscritte prima del gennaio 2001? |
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Il contraente conserva la possibilità di portare in detrazione i premi in misura del 19% con un massimo di €1.291,14. |
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Quali sono le agevolazioni fiscali previste per le polizze vita sottoscritte dopo il 1° gennaio 2001? |
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E' necessario fare una distinzione delle tipologie di polizze che vengono sottoscritte:
- per le polizze definite di PROTEZIONE (caso morte), rimane la possibilità di detrarre il 19% del premio con un massimo di €1.291,14
- per le polizze definite di INVESTIMENTO non godono più di vantaggi fiscali, ma sono comunque agevolate per l'eliminazione dell'imposta sui premi
- per le polizze di previdenza, FIP (forma individuale pensionistica), è possibile portare in deduzione annualmente dall'imponibile Irpef i premi versati fino al 12% del reddito, con un massimo di €5.164,57, come previsto dal D. lgs 47/2000.
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Che differenza c'è tra deducibilità e detraibilità? |
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Nella deducibilità si abbatte la base di calcolo dell'imposta, e perciò il risparmio è direttamente proporzionale all'aliquota fiscale propria del contribuente: maggiore è il reddito, maggiore è il vantaggio. La detraibilità, all'opposto, incide direttamente sull'imposta da versare e in misura non superiore al 19 % di €1.291,14. |
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Come viene tassata la rendita derivante da un Fip? |
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Alla scadenza del piano la base imponibile per calcolare l'imposta sulla prestazione di rendita è rappresentata non dall'intera prestazione maturata ma solo da quella al netto dei premi non dedotti (cioè versati senza godere del beneficio fiscale) e dei rendimenti maturati, già assoggettati ad imposta dell'11% nella fase di accumulo. L'importo così determinato è sottoposto a tassazione ordinaria, secondo le aliquota Irpef. Dal secondo anno, occorre calcolare anche l'imposta del 12,5% sulla rivalutazione annuale della rendita ottenuta dalla gestione della Compagnia. |
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Quanto può dedurre il familiare a carico? |
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Il reddito del familiare a carico non è sottoposto al limite di deducibilità del 12%: può dedurre fino al raggiungimento del suo reddito (in ogni caso, per il 2001, non oltre €2840,51). Se non guadagna nulla, la deduzione sarà applicabile direttamente al reddito del contribuente principale. |
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Come si applica la deduzione in caso di familiari a carico? |
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Se il familiare non ha alcun reddito la deduzione spetta direttamente al contribuente principale altrimenti fino ad esaurimento del reddito del familiare a carico (quindi fino a €2840,51) e l'eccedenza a favore del contribuente principale (fino al concorso dei 5164,57 / 12 %). |
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